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    Dieci piccoli indiani | Agatha Christie e la magia della letteratura gialla

    Buongiorno Readers! Oggi non riesco a fare il recap di ottobre, ma vi propongo una sorta di recensione che ho in ballo da un po’. Non posso chiamarla proprio recensione perché vi parlo di Agatha Christie e i suoi Dieci piccoli indiani, libro che ho riletto per la Bookopoly Reading Challenge, ma che avevo già letto almeno una decina di volte.
    Mia madre è una stra-appassionata dell’autrice e ha una libreria solo per i suoi libri, quindi da brava bimba curiosa da piccola non ho potuto far altro che immergermi in ogni giallo che ho pescato da quella magica libreria…adoravo i suoi libri perché mi “accendevano il cervello”, mi piaceva cercare di capire il colpevole e anche rileggendoli speravo sempre di non ricordarmi il finale per indovinare! *-*


    dieci piccoli indiani

    Titolo: Dieci piccoli indiani

    Autrice: Agatha Christie
    Pagine: 182
    Editore: Mondadori
    Tascabile: 11,00 €


    AGATHA CHRTISTIE Nata a Torquay (nella contea inglese del Devon) e morta a Wallingford nel 1976, è considerata la regina del romanzo giallo e una delle maggiori scrittrici della letteratura mondiale. Il vero nome era Dame Agatha Mary Clarissa Miller, Lady Mallowan, ma è con lo pseudonimo Agatha Christie che fece il suo esordio letterario nel 1920, inaugurando con “Poirot e il mistero di Styles Court” la fortunatissima saga dell’investigatore belga Hercule Poirot. Attraverso le avventure di quest’ultimo e dell’arzilla vecchietta Miss Marple fece la storia del genere “giallo/poliziesco”, influenzando generazioni di scrittori. Si misurò anche con il “romanzo rosa” pubblicando sei opere sotto lo pseudonimo di Mary Westmacott. Ricordata per capolavori assoluti come Assassinio sull’Orient Express e “Dieci piccoli indiani”, è, dopo Shakespeare, la scrittrice inglese più tradotta di sempre e i suoi romanzi hanno ispirato numerose versioni cinematografiche.

    TRAMA  Dieci persone estranee l’una all’altra sono state invitate a soggiornare in una splendida villa a Nigger Island senza sapere il nome del generoso ospite. Eppure, chi per curiosità, chi per bisogno, chi per opportunità, hanno accettato l’invito. E ora sono lì su quell’isola che sorge dal mare simile a una gigantesca testa di negro che fa rabbrividire soltanto a vederla. Non hanno trovato il padrone di casa ad aspettarli; hanno trovato invece una poesia incorniciata e appesa sopra il caminetto della loro camera. E una voce inumana e penetrante che li accusa di essere tutti assassini. Per gli ospiti intrappolati è l’inizio di un interminabile incubo.

    Come comincia la poesia? “Dieci piccoli negretti se ne andaron a mangiar: uno fece indigestione, solo nove ne restar.” E come finisce? “Solo il povero negretto in un bosco se ne andò: ad un pino s’impiccò, e nessuno ne restò”.
    Molti di voi conosceranno questo particolare romanzo della Christie che ha ispirato diverse riproduzioni cinematografiche, film che tuttavia l’autrice non ha mai apprezzato perché generalmente poco affini al suo scritto, ma che tornano a ruota tutt’oggi in TV e continuano ad avere un notevole pubblico. Una personalità forte e distinta, quella di Agatha Christie, che ha generato dalla sua penna l’investigatore belga Poirot, la dolce e “affilata” Miss Parple   e altri romanzi sul pezzo, carichi di colpi di scena, ma soprattutto “trucchetti”.
    Infatti leggendo un libro della Christie difficilmente si troverà una conduzione logica alla soluzione del caso prima che lei stessa la spieghi, perché a leggerli con la lente d’ingrandimento, molto spesso l’autrice rivela soluzioni plausibili, ma non del tutto corrette che addirittura ad uno scrupoloso lettore possono dare un’idea confusa e poco chiara.
    Questo particolare carattere dei suoi libri l’ho scoperto appena qualche anno fa e sono davvero rimasta un po’ perplessa, perché devo ammettere di non averci mai fatto realmente caso. Tuttavia, un libro della Christie che sotto questo punto di vista, a rileggerlo con un’ottica più critica, non mi ha rivelato imbrigli e imbrogli letterari, è proprio Dieci piccoli indiani in cui alla fine troviamo la confessione del colpevole che spiega per filo e per segno la decimazione dei personaggi.
    Mi piace quando tutti i pezzi del puzzle raccolti durante la lettura, tornano al loro posto a creare una visione completa, e con l’ultima aggiunta finale al romanzo la Christie mi ha davvero soddisfatta, una confessione quasi poetica, ma logica, ricca di dettagli e inaspettati trucchi dell’assassino esplicitatiadoro le confessioni a delitto fatto dei “cattivi” e in questo libro il finale è a mio parere epico a riguardo! Non solo veniamo a conoscenza dei particolari dei delitti, ma anche della psicologia del colpevole, delle ragioni del suo delitto su grande scala, oltre a tutte le scelte relative all’ambientazioni e, soprattutto, alle vittimeun elaborato piano raccontato quasi come una poesia criminale!
    «Dovevo, dovevo, dovevo commettere un assassinio! E non un assassinio normale. Doveva essere un crimine fantastico, qualcosa di straordinario, fuori del comune! Sotto questo aspetto, ho ancora una fantasia da adolescente. Volevo qualcosa di teatrale, di impossibile! Volevo uccidere..Sì, volevo uccidere…Ma, per quanto a qualcuno possa sembrare incongruo, ero represso e ostacolato dal mio innato senso della giustizia. L’innocente non doveva soffrire
    Per questo e per altri motivi, Dieci piccoli indiani è il mio romanzo giallo preferito, che rileggo con piacere ogni volta che ho bisogno di una lettura leggera, ma accattivante, che mi distragga dalla realtà senza però spegnere il cervello…se non lo avete letto, dategli una chance perché è un libro tanto breve che al massimo butterete un paio d’ore, ma vi assicuro che lo adorerete! 😉
    Ovviamente non darò una mia valutazione sulla solita scala che utilizzo nelle recensioni, perché sarebbe riduttivo. Ci sono libri che non si possono inserire in una classifica e non sarò io a mettere un libro della Christie alla pari di qualsiasi altro thriller o giallo moderno. Scritto nel 1939, Dieci piccoli indiani è un vero capolavoro del genere che deve essere letto almeno una volta nella vita! 🙂
    Consiglierei questo libro… a chi ama la letteratura gialla dai finali inaspettati, ricca di colpi di scena, ma costruita con estrema logica e accuratezza. Come lo definiscono “Un geniale capolavoro dell’impossibile possibile”.
    – Franci
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    5 Commento

  • Rispondi Ariel Scrittrice 1 Novembre 2016 at 13:50

    Ciao, anch'io adoro questo romanzo! Mi pare che settimana prossima trasmetteranno una serie in due parti in tv…

    • Rispondi Francesca Verde 1 Novembre 2016 at 22:44

      Sì, mi sembra lunedì e martedì…non so di preciso, ma mia mamma è da giorni che me lo ripete quindi immagino che me lo ricorderà in tempo per vederlo!! ^^

  • Rispondi MariaT CapitoloZeroBlog 1 Novembre 2016 at 19:11

    Ciao! Anche io adoro la Christie, passione che mi è stata trasmessa da mio padre quando ero piccola 🙂 Li ho già letti tutti, compreso questo che per me è stato uno dei migliori!

    • Rispondi Francesca Verde 1 Novembre 2016 at 22:46

      Le passioni trasmesse da mamma e papà sono sempre le più persistenti…certo la Christie merita, con o senza bei ricordi da giovani lettori! U_U

  • Rispondi RobbyRoby 16 Novembre 2016 at 13:10

    Un libro che devo rileggere. Mi piace Agatha Christie.

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