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    Recensione | Quel fantastico peggior anno della mia vita – Jesse Andrews

    Buongiorno Readers! Oggi ho per voi la recensione di Quel fantastico peggior anno della mia vita, di Jesse Andrews, che mi aveva già attratta già in lingua originale, ma che poi è stato pubblicato da noi più di un anno fa da Einaudi. Meglio conosciuto come Me and Earl and the Dying Girl, questo libro ha ispirato l’omonimo film che è uscito nelle nostre sale il 3 Dicembre 2015 se non sbaglio e che personalmente ho adorato..ma ecco qualche informazione sul libro prima che mi perda in chiacchiere con la mia opinione! 😉




    Titolo: Quel fantastico peggior anno della mia vita (Me and Earl and the Dying Girl)
    Autore: Jesse Andrews
    Editore: Einaudi
    Data di uscita: 1 Dicembre 2015
    Pagine: 264
    Rilegato: 17.50 €

    TRAMA Il primo giorno di scuola, per Greg, è stato anche meglio del previsto. Stavolta, se non altro, nessuno gli ha spremuto le bustine di senape sulla testa. Il suo buonumore, però, dura poco. Il tempo che la madre torni a casa e gli spieghi che la sua compagna Rachel è ammalata e che lui dovrà starle vicino. Per uno come Greg, il nerd piú asociale della scuola, non poteva esserci notizia peggiore. La sola consolazione è che con lui ci sarà pure il suo amico Earl. Insieme decideranno di girare un film per lei. Un film che avrà un’unica, devotissima fan.

    “Io sono Greg, quello che ha scritto questo libro. Poi c’è Earl, il mio amico. E questa è la storia dell’anno che lui e io abbiamo passato con Rachel, cercando di tirarla su. Per lei abbiamo anche girato un film. Forse il piú brutto film di tutti i tempi.”

    Questo libro è entrato in mio possesso appena qualche giorno dopo la sua uscita, perchè dopo aver adorato il film non potevo non leggere le parole con cui l’autore aveva ispirato la pellicola cinematografica. Il fatto che sia rimasto fino a meno di un mese fa lì fermo nella mia libreria non è una dimenticanza..avevo davvero paura che non fosse all’altezza di quel film che mi era piaciuto tanto. Lo so, lo so..non sono molto coerente, ma diffido particolarmente degli young adult drammatici in cui ci sono adolescenti malati terminali e dopo la curiosità iniziale, proprio non ce l’ho fatta a leggerlo subito.
    Verso dicembre poi ho deciso di iniziarlo perchè dopo un anno era impossibile non averlo ancora letto..ma purtroppo forse non era periodo e alla fine l’ho lasciato lì, a prender polvere nuovamente. Qualche settimana fa invece, l’ho ripreso e ri-iniziato daccapo e non so come, l’ho adorato..l’ho amato..ho divorato ogni pagina e capitolo come quasi nessun libro negli ultimi tempi e direi che la mia opinione è virata al positivo..! 🙂

    Ho riscoperto questo libro che la prima volta mi aveva stufato per il continuo umorismo, ma che questa volta mi ha presa proprio per quello stile di narrazione particolare e molto personale con cui il protagonista si rivolge direttamente al lettore senza filtri di alcun tipo, strutturando il suo scritto come fosse una sceneggiatura o una lista o una normale prosa a seconda delle necessità.
    Il modo di porsi auto-ironico del protagonista ha reso la lettura più leggera e scorrevole, originale nel suo genere e del tutto adatta a quello che potrebbe essere un vero racconto da parte di un adolescente.
    Infatti, il bello di questo libro è anche che non ci sono adolescenti che improvvisamente scoprono il senso della vita o diventano irrealistici con sagge frasi esistenzialiQuel fantastico peggior anno della mia vita è l’intreccio di tre vite che a modo loro si influenzano a vicenda, così come il racconto del lento declinare verso la morte ingiusta di un’adolescente che nella sua vita non ha fatto nulla di grande o incredibile, ma senza cadere in smancerie o verità assolute.

    Quindi, se questo fosse un normale libro su una ragazza con la leucemia, probabilmente parlerei delle cose piene di significato che Rachel aveva da dire mentre si ammalava sempre di più, e probabilmente ci innamoreremmo e avremmo una storia super romantica e lei morirebbe tra le mie braccia. Ma non me la sento di mentirti. Lei non aveva nulla di importante da dire, e decisamente non ci siamo innamorati.

    Uno young adult che tratta gli adolescenti come adolescenti. Non ci sono eroi o obiettivi irrealistici, impossibili colpi di scena o chissà quale trucchetto narrativo per ammaliare i lettori.
    Sembra quasi la realtà, vista in modo personale da Greg, un ragazzo asociale, un po’ egocentrico e viziatello se vogliamo ben vedere, ma onesto nel suo racconto. Non ci sono fronzoli e non c’è una storia d’amore, Greg stesso a inizio libro afferma che non c’è una morale, non c’è una lezione di vita nascosta fra le righe..ma se devo essere onesta credo proprio che si sbagli perchè alla fine è un libro che a modo suo insegna molto.

    Questo libro contiene zero lezioni di vita, zero piccole verità sull’amore, zero momenti di calde lacrime in cui abbiamo tipo capito di aver abbandonato l’infanzia per sempre. E a differenza di quasi tutti i libri in cui una ragazza si ammala di leucemia, non ci sono frasi lunghe e mielose che dovrebbero essere profonde solo perché scritte in corsivo.

    Un romanzo originale e divertente che tratta in modo realistico il peso della malattia e molte delle problematiche adolescenziali senza cadere mai nel banale..un libro fuori dal coro, una perla rara in una marea di drammatici best-seller fuori dalla realtà. Personalmente, ho amato il libro molto più del film e mi rammarico di non averlo letto prima..se non fosse per il tentativo andato storto a dicembre darei pieni voti a questo volume, ma visto che a quanto pare l’umore ha influito sulla lettura devo togliere almeno un punto e la mia valutazione per Quel fantastico peggior anno della mia vita è di 4/5. Una storia triste, raccontata con onestà e realismo, che non può non conquistare grazie all’incredibile ironia del protagonista e alle sue strambe elucubrazioni senza filtri.

    Consiglierei questo libro…a chi è in cerca di una lettura fuori dagli schemi, che faccia ridere e sorridere, ma anche riflettere, senza scadere nella banalità. Un libro sorprendente sotto ogni punto di vista.





    Per chi se lo fosse perso, vi lascio anche il trailer del film perchè merita decisamente di essere visto e adorato..diversamente dal libro, ma è magnifico comunque! 😉


    In ultimo, devo per forza mettere due cover del libro a confronto perché…davvero, questa italiana è tremenda comparata all’originale! Non so perché, ma gli editori italiani hanno questo magico potere di distruggere la bellezza estetica dei libri, trovate? 


    La prima non solo rappresenta meglio il libro in sé, ma è anche molto, molto carina..lo so che il detto dice “Mai giudicare un libro dalla copertina“.

    Però vi prego..vi prego..! ç_ç

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    2 Commento

  • Rispondi Stefania 23 Gennaio 2017 at 18:15

    Io raramente leggo libri appena usciti, soprattutto se circolano in giro tante recensioni. Mi sembra sempre tutto un po' troppo gonfiato per cui lascio decantare un po' e poi lo riprendo dopo diverso tempo. Poi ci sono le eccezioni, ovviamente!! In questo caso non ho visto il film ne' letto il libro ma se dovessi scegliere seguirei la seconda strada piuttosto che la prima. Buone letture.

  • Rispondi Vero Ale 24 Gennaio 2017 at 20:42

    Dalle tante belle uscite italiane avevo quasi perso che in effetti questa perla è stata trasportata nel nostro bel paese da un bel po' e io non ne sono ancora entrata in possesso o.o .
    Voglio leggere questo libro moltissimo, soprattutto perchè io sono una lettrice che ogni tanto ha bisogno di staccare dalle storie emozionanti, fantasy e d'avventura per tuffarsi o in un bel romance o in una storia con una seria morale o su un tema concreto, e questo potrebbe essere il prossimo libro che faccia al caso mio *^*

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