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    Teaser Tuesday #119 | La figlia di Odino

    Buonasera lettori! Due sere fa ho iniziato a leggere La figlia di Odino di Siri Pettersen e per il TEASER TUESDAY del martedì ho pensato di proporvi l’incipit del libro perchè è una storia travolgente che mi ha subito presa molto e spero quindi possa intrigare anche voi. Ma date voi una lettura veloce e giudicate da queste prime righe…

    Thorrald riuscì a entrare, ma la porta alle sue spalle non voleva chiudersi. La neve si insinuava oltre la soglia più in fretta di quanto lui non riuscisse a ricacciarla fuori a pedate. Stringendo il fagotto tra le braccia, si scagliò contro l’uscio a testa bassa. Ce la ece, e tirò il catenaccio. Era a casa. Finalmente al sicuro.
    Si avvicinò alla finastrella e sbirciò fuori. Dall’esterno nessuno avrebbe potuto vedere nulla. Tantomeno con un tempaccio del genere. Eppure… appoggiò il fagotto sul tavolo e chiuse le imposte.
    Kolkagga. Nulla può fermare Kolkagga.
    Che pensieri da donnicciole! Perché mai Kolkagga avrebbe dovuto avercela con lui? Non c’era nulla di cui dovesse dar conto! Nello stesso istante in cui formulava quel pensiero, fu come se tutta la sua vita gli scorresse davanti agli occhi. I rimedi che vendeva senza far parte della confraternita del Consiglio. L’opa, la pianta per gente che fumava fino a morire.
    Sciocchezze! Se fossero giunte le Ombre Nere, non sarebbe stato di certo perchè vendeva erbe innocue da una casetta di legno ai confini del mondo. Se fossero venute, sarebbe stato a causa di lei


    Thorrald osservò il fagotto sul tavolo. La creatura deforme. Non piangeva: magari era già morta. Sarebbe stata la cosa più facile. Rabbrividì. La sua pelliccia d’orso era così spessa da riempire quasi la stanza in cui si trovava, eppure non lo riparava dal freddo che gli veniva dentro. Armeggiò coi laccetti. Le sue dita erano congelate fino all’osso e si rifiutavano di obbedirgli. Soffiò sulle braci del focolare. Si scaldò le mani girandole sopra quel tepore. La brina attaccata alla pelliccia si sciolse e sfrigolò gocciando sul fuoco.
    Quel maledetto Olve aveva brandito la spada, in preda ai fiumi di birra. Che cosa stava cercando? Quella creatura, forse? Cos’altro, sennò? A ogni modo non aveva alcuna importanza: Olve non l’aveva vista. La bambina era al sicuro.
    Al sicuro? Hai perso il ben dell’intelletto? Hai la tua vita da vivere!
    Di certo non una vita di cui vantarsi, ma non poteva mica trascinarsi appresso una bambina! E tantomeno una come lei. Sapeva di dover fare qualcosa.
    Thorrald estrasse il coltello e rivolse lo sguardo verso quella creaturina imperfetta. Dormiva. Un suo pugno chiuso era più grande del viso di lei. Brandì la lama. La bambina aprì gli occhi. Erano verdi, senza paura. Thorrald gemette e le piantà il pugnale accanto nel tavolo. «Sei frutto di una stregoneria! Ecco cosa sei! Nata da una carogna!». Afferrò il boccale e ingurgitò un rimasuglio di birra tiepida. Poi svolse il fagotto in cui era avviluppata, quasi si trattasse di un regalo. Lei se ne rimase lì, stesa, ad agitare le manine.
    Gli tornarono alla mente le vecchie dicerie di paese. Chiacchiere cui non avrebbe dovuto dare alcun peso. Eppure… premette il pollice contro la lama del coltello, finché non sgorgò una goccia di sangue. La lasciò cadere in bocca alla bimba, ma non accadde nulla. L’uomo maledisse la propria stupidità. Che cosa si aspettava? Delle zanne?
    Gli Orbi non esistono!
    Thorrald puntò le braccia al tavolo e mugugnò.
    «Allora tu che diavolo sei? Non sei un fantasma. E nemmeno un’Orba. Forse hai solo una malformazione?»
    La girò sulla pancia e le fece scorrere la mano lungo la spina dorsale, lì dove avrebbe dovuto esserci la coda. Il Veggente doveva sapere che lui non era una persona che dava retta alle chiacchiere delle comari, ma quella bambina parlava da sola: non apparteneva alla stirpe di Ym.
    Tu sei il marciume.

    Ed è così che inizia il prologo de La figlia di Odino, una pagina e mezza che mi ha avvinto alla lettura e incuriosita, trascinandomi in un vortice da cui non riesco a staccarmi. Per fortuna il libro è lungo la bellezza di seicentotrentun pagine quindi non posso “divorarlo” in una notte, ma la tentazione è grande! Questa sera vorrei finire Spacefood, ma nei prossimi giorni credo proprio che mi dedicherò nuovamente a questo libro fantasy molto particolare. Se vi va di leggerlo con me e le altre ragazze del Rainbow Book Club, unitevi a noi, il mese è appena cominciato! ^^ Ma adesso ditemi…

    Che ne pensate di questo libro, lo avete letto o vi ho incuriositi abbastanza da dargli una chance? 😉

    Sono ansiosa di sapere se lo avete letto o se vi ispira, che idea vi siete fatti e se è nella vostra wishlist…fatemi sapere la vostra opinione e commentate, magari con un estratto del libro che state leggendo oppure con il link al vostro Teaser Tuesday…sono sempre curiosa di sbirciare nelle letture che non conosco! ^^

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