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    Recensione (Tu leggi? Io scelgo!) | Nel profondo della foresta – Holly Black

    Buongiorno Readers! Anche questo mese partecipo alla rubrica Tu leggi? Io scelgo! nata dalla collaborazione di diverse lit-blogger per ampliare i propri confini letterari…di cosa si tratta? Ve lo spiego subito! 😉

    Questa iniziativa mensile consiste nel creare una catena tra i partecipanti, scegliendo una lettura tra le recensioni del blog di un’altro blogger. Sembra complesso ma non lo è poi molto. Per la lettura di Giugno ho scelto tra le letture di Ludovica, collaboratrice presso La lettrice sulle nuvole, e tra tutte le sue recensioni ho deciso di leggere Nel profondo della foresta, fantasy di Holly Black che con le sue atmosfere magiche mi ha quasi conquistato…quasi, perchè alla fine non mi ha del tutto convinta come lettura. Le motivazioni? Prima vi lascio qualche informazione in più su questo libro, poi inizio con i miei sproloqui in una cinica recensione! 

    Titolo: Nel profondo della foresta
    Autore: Holly Black
    Editore: Mondadori
    Data di uscita: 11 Aprile 2017
    Pagine: 243
    Cartaceo: 18.00 € E-book: 6.99 €
    Dove comprarlo: IBSAmazon

    HOLLY BLACK La mamma di Holly Black l’ha cresciuta a forza di storie su fate, folletti e fantasmi: naturale che, da grande, abbia cominciato a scrivere storie fantasy. Oltre che pubblicare libri di successo, la Black colleziona bambole, cappelli e libri rari sul folklore. Per Mondadori ha pubblicato la trilogia Fate delle tenebre nel 2014; il romanzo I segreti di Coldtown, la serie Spiderwick. Le cronache scritta con Tony DiTerlizzi e Dollbones. La bambola di ossa insignito del Premio Newbery Honor. Nel 2014 esce Magisterium. L’anno di ferro, romanzo fantasy scritto con Cassandra Clare, primo di una nuova serie, cui segue Il guanto di rame, La chiave di bronzo e La maschera d’argento. Questo libro, come tutti gli altri suoi scritti, sono pubblicati in Italia da Mondadori. L’unica eccezione è rappresentata dalla serie “I buoni vicini”pubblicati da Rizzoli Lizard nel 2011 e scritta con Ted Naifeh.

    SINOSSI Hazel e il fratello Ben sono cresciuti a Fairfold, una piccola città dove, da tempo, gli umani hanno imparato a convivere pacificamente con le creature fatate della vicina foresta. Un posto diventato meta di tanti turisti curiosi, attratti dalle magie che qui hanno luogo ma in particolare dal ragazzo con le corna che riposa dentro una bara di vetro, la meraviglia più grande di tutte. Affascinati fin da bambini da questa presenza misteriosa, Hazel e Ben hanno provato più e più volte a immaginarne la storia. Nelle loro fantasie il giovane era a volte un principe dal cuore nobile e dalla natura buona e generosa, e altre un essere crudele e spietato. Ora che è cresciuta, però, Hazel pensa che sia arrivato il momento di accantonare tutte quelle fantasie infantili accettando il fatto che, per quanto lo abbia desiderato a lungo con tutta se stessa, il ragazzo con le corna non si sveglierà mai. Un giorno, però, quello che sembrava impossibile accade… sconvolgendo la vita della ragazza, di suo fratello e della loro città. Fiaba moderna dalle sfumature dark, “Nel profondo della foresta” segna il ritorno di Holly Black ai romanzi delle origini che l’hanno fatta conoscere, e amare, dai lettori.

    Questo mese ho cambiato un po’ genere per questa rubrica, mi sono discostata dal romance e ho scelto un fantasy auto-conclusivo. Nel profondo della foresta si rivela infatti essere una sorta di fiaba dei giorni nostri, ambientata tuttavia in una cittadina ancora avvolta nel mistero e nella magia delle leggende sul Popolo della Foresta. Una premessa davvero entusiasmante fin dalle prime pagine che in un misto di quotidianità ed eventi allarmanti trasportano subito il lettore nel mezzo della storia.

    Il punto di vista principale è quello di Hazel Evans, di cui seguiamo le vicende attraverso una narrazione in terza persona, alla scoperta dei suoi segreti. Quella di Hazel sembra infatti una normale vita movimentata dai soli drammi adolescenziali, ma ben presto ci si ritrova a scoprire lati nascosti della sua personalità, segreti del suo passato e un patto fatto con il re del Popolo della Foresta che capovolgeranno gli eventi. Ma non posso dirvi altro, o rischierei di fare spoiler, tuttavia devo ammettere che il suo ruolo mi è molto piaciuto, la sua tempra e il suo coraggio mi hanno molto coinvolta tanto da sentirmi parte di quelle incredibili avventure, peccato che null’altro di lei è approfondito particolarmente.

    Un altro personaggio di cui a tratti abbiamo occasione di conoscere il punto di vista è il fratello di Hazel, Ben Evans, un ragazzo tormentato dal suo dono per la musica, dalla potenza nascosta in quelle incredibili capacità, e anche dall’amore, sogno agognato che sembra sfuggirgli perennemente dalle mani. Un carattere scolpito da questi due aspetti che non emerge per nessun’altro motivo, che si rivela piuttosto essere solo di contorno e non un fattore essenziale della storia.

    Per fortuna, un po’ di impegno l’autrice l’ha messo nel caratterizzare Jack Gordon, amico di Ben e Hazel. Lui è un changeling, un essere fatato che tuttavia ha trascorso la sua intera esistenza nel mondo umano. Il suo essere è diviso tra due madri e due mondi e questa sua situazione lo rende misterioso e affascinante, tormentato e combattuto. In Jack troviamo finalmente un personaggio i cui tratti caratteriali sono ben scolpiti e approfonditi ed è proprio grazie a lui che alla fine ci ritroviamo insieme ad Hazel immersi in un mondo fantastico e mostruoso al contempo.

    Quella di Nel profondo della foresta è una realtà che affascina proprio per quel lato oscuro e terrificante che la magia porta con sé in queste pagine. Il velo di mistero che aleggia sulle leggende e i miti non può che affascinare e terrorizzare l’umano, ma la crudeltà delle creature fatate nei confronti dei cittadini di Fairfold sono a dir poco terribili. In effetti ho adorato particolarmente vedere non solo l’attrazione inevitabile degli umani per l’ignoto e lo sconosciuto, ma anche la diffidenza e la supponenza del Popolo della Foresta che entrando in relazione con gli umani si ritrova a dover confrontarsi con un tipo di creature apparentemente inferiori, la cui mortalità ne determina i comportamenti, spesso discutibili.

    «C’è un mostro nella foresta, se ti acciuffa, ti fa la festa. Ti trascina dentro la selva e ti spaventa come una belva. Mucchietto di ossa, puoi scordarti di casa, perché finirai dritto nella… fossa.»

    Questo carattere fantastico visto da una prospettiva differente rispetto al solito è l’essenza del romanzo, ogni pagina ne è intrisa, tuttavia è talmente preponderante da adombrare gli eventi, lasciando alla trama un ruolo secondario, facendo perdere colore alle emozioni, togliendo spazio ai personaggi. Solo nel finale la storia prende una piega più vivace, quando le premesse iniziali trovano finalmente spazio nel racconto attraverso numerose situazioni in cui l’azione è protagonista, ma tutto si risolve talmente velocemente da non riuscire a gustare nulla.


    Per questi motivi, il mio voto per Nel profondo della foresta è uno scarso 2/5, una valutazione che difficilmente do, ma che questa volta trovo adeguata per un libro che con il suo potenziale non sviluppato non solo mi ha delusa, ma mi ha anche lasciata perplessa, vista la brevità. Una storia che sembra scritta e rilegata solo per vendere, senza troppe pretese, senza troppo impegno, un racconto superficiale che avrebbe invece potuto essere una meravigliosa avventura fatata.

    Consiglierei questo libro…a chi è in cerca di un libro che racconti di foreste incantate, piene di spiriti e creature magiche dai caratteri volubili e imprevedibili, senza però la necessità di un contesto approfondito e personaggi ben delineati.



    Un libro che come avrete ormai capito mi ha molto delusa, soprattutto mi è sembrata una sorta di presa in giro. Forse avevo alte aspettative, ma certo è che il potenziale messo in gioco avrebbe meritato molto di più.



    E adesso vi saluto, ma non prima di avervi lasciato il calendario di Giugno di questa rubrica che spero seguirete con entusiasmo, magari scoprendo come me dei titoli inaspettatamente intriganti e coinvolgenti! 

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    12 Commento

  • Rispondi Dolci 19 Giugno 2018 at 09:31

    Una delle poche che non ne parla bene. Interessante

    • Rispondi Francesca Verde 22 Giugno 2018 at 08:36

      Già, mi sono ritrovata un po' dalla parte del bastian contrario, ma dopotutto non avrei potuto scrivere una recensione positiva. Non mi è piaciuto granché, sicuramente però sarei curiosa di leggerlo una seconda volta, può succedere infatti che il periodo sbagliato possa influire su una lettura…

  • Rispondi Laura 19 Giugno 2018 at 14:32

    Concordo con te. io l'ho iniziato per poi abbandonarlo dopo poche pagine. Non mi faceva la storia e tanto meno come è scritto. Pensare che tanti ne parlano bene.

    • Rispondi Francesca Verde 22 Giugno 2018 at 08:39

      Guarda, io non abbandono mai nulla (tranne La coscienza di Zeno, che giace immobile in attesa di essere concluso, cosa che non avverrà mai), riesco sempre a trovare almeno un fattore positivo che mi aiuta a proseguire, in questo caso è stato l'aspetto "dark" a incuriosirmi, anche se alla fine non è nemmeno stato trattato con equilibrio rispetto al resto. Quindi, siamo probabilmente io e te contro tutti gli altri su questo libro, ma d'altronde ogni lettura è soggettiva!

  • Rispondi CHIARA ROPOLO 26 Giugno 2018 at 11:23

    il mio commento è andato perso, giuro che l'avevo lasciato! Io ho amato questo libro ma è normale avere gusti differenti, il bello secondo me sta proprio in questo

    • Rispondi Francesca Verde 27 Giugno 2018 at 16:13

      Ciao Chiara! Sì, purtroppo ho eliminato cento commenti in mezzo secondo, per distrazione. Grazie per essere passata nuovamente ❤

      I gusti son gusti, ogni libro è soggettivo, per fortuna oserei dire! 🙂
      Comunque, nulla toglie che voglio rileggerlo, magari in un periodo meno intenso e stressante, sicuramente riuscirei ad apprezzarlo di più.

  • Rispondi Erica Libri al caffè 29 Giugno 2018 at 13:34

    E' nel lettore pronto da un po' ma ancora non l'ho letto. M'incuriosisce molto e quando trovo un commento negativo tra tanti positivi ancor di più!

    • Rispondi Francesca Verde 4 Luglio 2018 at 20:02

      Bè, è giusto che ognuno si faccia la propria opinione, sono curiosa di leggere la tua! 😉

  • Rispondi Chicca blog Librintavola 29 Giugno 2018 at 13:43

    ecco vedi io credevo di aver commentato e invece nulla.
    a me spiace che non ti sia piaciuto perché come Chiara ho apprezzato molto questo libro. tanto più che è un autoconclusivo!

    • Rispondi Francesca Verde 4 Luglio 2018 at 20:04

      Ciao! Purtroppo mi si sono cancellati un centinaio di commenti, quindi probabilmente il tuo era tra quelli, mi dispiace!! ç_ç

      Il fatto che sia autoconclusivo l'ho molto apprezzato in effetti, però qualche pagina in più e una storia più approfondita penso che mi avrebbero maggiormente soddisfatta. Ma d'altronde ognuno ha i propri gusti! ^^'

  • Rispondi Rosa C. 25 Luglio 2018 at 10:47

    Come promesso, sono passata a leggere la tua recensione ^_^ La penso come te, ho trovato una storia in cui l'autrice non sapeva bene su cosa soffermarsi, i personaggi sono messi a casaccio e troppo poco caratterizzati; l'unica cosa che ho apprezzato è l'ambientazione, quel legame magico e pericoloso tra gli abitanti di Fairfold e i fae. Per il resto, bocciato.

    • Rispondi Francesca Verde 30 Luglio 2018 at 15:00

      Ciao Rosa, grazie per essere passata! 🙂

      Peccato davvero per questa storia, aveva davvero un gran potenziale e invece è andato tutto quasi sprecato. Sarei curiosa di leggere altro di questa autrice per capire se la superficialità è proprio un suo carattere oppure se solo in questo caso ha perso un po' la bussola scrivendo tutto con estrema leggerezza…chissà!

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