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    Recensione (Review Party) | Il custode delle ossa – Fiona Cummins

    Buon pomeriggio Readers! Oggi torno con un doppio appuntamento perchè questo ottobre frenetico è stato ricco di uscite e proprio ieri è arrivato in libreria un thriller davvero incredibile: IL CUSTODE DELLE OSSA, di Fiona Cummins.
    Ringrazio DeA Planeta per aver concesso le copie digitali in anteprima per il Review Party, ma ringrazio in particolar modo Sara di Milioni di Particelle per aver organizzato tutto quanto! Esatto, perchè tra ieri e oggi ha avuto luogo il REVIEW PARTY organizzato per l’uscita del libro e, se vi siete persi le altre recensioni, i blog  letterari che hanno partecipato sono i seguenti:

    Ma bando alle chiacchiere e parliamo invece di questo thriller molto particolare che nella sua originalità mi ha molto appassionata e lasciata perplessa al contempo, curiosi di sapere il perchè? Prima della mia recensione, vi lascio la scheda del libro così che possiate capire di che si parla! 😉

    Titolo: Il custode delle ossa
    Autore: Fiona Cummins
    Editore: DeA Planeta
    Data di uscita: 23 Ottobre 2018
    Pagine: 523
    Rilegato: 17.00 € E-book: 9.99 €
    Compralo su: Amazon

    FIONA CUMMINS è una scrittrice inglese, originaria dell’Essex. Ha lavorato come giornalista prima di dedicarsi pienamente alla scrittura e ha esordito nel 2018 con il romanzo Rattle, tradotto in Italia da Rizzoli come Il custode delle ossa.

    SINOSSI La vita di Erdman Frith sta letteralmente andando in pezzi. La sua vita professionale è un disastro, la moglie è sul punto di lasciarlo, e al figlio di soli sei anni, Jakey, è stata diagnosticata la Sindrome dell’Uomo di pietra, una rarissima malattia genetica destinata a trasformarlo, col tempo, in una sorta di statua vivente. Quando Clara Foyle, cinque anni appena, scompare vittima di un probabile rapimento, il sergente Etta Fitzroy e la sua squadra si gettano nelle indagini con tutta la rabbia e l’angoscia che si provano di fronte a un’innocente in pericolo. Ma la polizia annaspa nel vuoto e l’identità del colpevole rimane avvolta nel più completo mistero. Mentre anche Jakey di colpo sparisce come nel nulla, le sorti dei bambini rapiti e delle loro famiglie si scoprono più legate che mai. E alla detective Fitzroy non resta che lanciarsi in una corsa contro il tempo per salvare Jakey, Clara e altri come loro. Fiona Cummins sonda il confine sottile che dentro ognuno di noi separa la luce dall’ombra, la fame di vendetta dal bisogno di redenzione, in una storia sulla capacità di sperare proprio quando tutto sembra perduto.

    Il titolo e la sinossi di questo libro mi hanno subito attratta, ispirandomi una lettura da brividi che speravo di riuscire ad affrontare entro ottobre, e quando Sara me ne ha proposto la lettura non ho saputo resistere, nonostante i numerosi eventi cui questo mese ho già partecipato, ad aggiungerne un altro per poter leggere IL CUSTODE DELLE OSSA al più presto. L’entusiasmo era davvero alle stelle e in effetti ho letto questo libro in una sorta di maratona no stop, dall’inizio alla fine, ma come immaginavo, è un libro che merita.

    Lo stile dell’autrice si rivela abbastanza scorrevole, ma soprattutto incalzante, e in un thriller credo sia decisamente una marcia in più. Sebbene non ci siano grandi colpi di scena, è chiaro che il coinvolgimento non manca, soprattutto grazie alla particolare struttura della narrazione. I punti di vista sono infatti molteplici, forse troppi, tanto da creare di rado qualche piccola confusione, tuttavia questo non solo ci permette di conoscere più a fondo i personaggi e il loro io interiore, ma sopratutto la natura del Custode delle Ossa, quell’oscuro e macabro personaggio la cui tempra si fa più chiara man mano che la lettura procede, specie conoscendo il suo passato e le sue motivazioni. Nulla che possa giustificarlo, ma sicuramente un punto di vista che difficilmente si ha occasione di conoscere e che invece è uno dei più interessanti. Questo naturalmente ha penalizzato leggermente la suspense del racconto, ma dopotutto di brividi ne sono corsi più che a sufficienza, e le cinquecentoventi pagine sono davvero volate via in un battibaleno.

    Tra i personaggi quello che più mi è rimasto nel cuore è Erdman Frith, non tanto per la sintonia che ho instaurato o meno con lui, ma proprio per il tipo di protagonista che è. Un uomo cui la vita non sta offrendo alternative allettanti, ma che nonostante tutto non può arrendersi di fronte all’inevitabile e questa sua tenacia mi ha conquistata, mi ha trovata ammirata e mi ha fatto apprezzare non solo il personaggio ma ciò che esso rappresenta.
    Un altro personaggio estremamente importante e forse poco sfruttato è poi la Detective Etta Fitzroy, una donna che proprio per la sua vita personale non troppo felice si ritrova a sentirsi estremamente vicina al caso di scomparsa in cui si ritrova a indagare, e credo che con qualche punto di vista in meno avrebbe forse potuto ottenere più spazio, ma la storia è stata meravigliosamente intrigante già così quindi basta con i se e con i ma!

    Passiamo quindi a un altro protagonista, o meglio ad uno temi che questo libro affronta e soprattutto racconta. Sto parlando della fibrodisplasia ossificante progressiva, o sindrome dell’uomo di pietra, la malattia da cui Jakey, il figlio di Erdman, è afflitto. Una malattia distruttiva che non conoscevo e che invece ho scoperto proprio leggendo questo libro, attraverso piccoli dettagli e descrizioni, una patologia che ammetto mi terrorizza ma che ha dato vita ad un racconto perfettamente calibrato e complesso, abbastanza da suscitarmi inquietudine e curiosità, ovvero tutto ciò che un thriller dovrebbe evocare in un lettore.

    Il custode delle ossa si è quindi rivelata una lettura davvero incredibile, come anticipato all’inizio, che mi ha conquistata nonostante il poco tempo che ho avuto per leggerlo, e forse proprio l’aver affrontato la lettura in un full-immersion mi ha permesso di assorbirlo appieno, entrando completamente nelle dinamiche del libro, che a mio parere merita un pieno 4/5, un voto in meno nella mia solita scala perchè dopotutto tutti quei POV erano forse esagerati.

    Consiglierei questo libro… a chi è in cerca di un thriller fuori dagli schemi, che racconti una storia toccante e terrificante al contempo attraverso la voce di numerosi POV e protagonisti perfettamente costruiti e intrecciati tra loro.

    E adesso vi saluto, ma vi auguro una splendida giornata e resto inattesa di un vostro riscontro per capire se anche voi siete stati subito attratti dalla sinossi, se lo leggerete o se proprio non fa per voi…in ogni caso, mi raccomando, vi aspetto domani con un’altra recensione, vi svelo solo che si tratta di un distopico moooolto chiacchierato! 😉

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    2 Commento

  • Rispondi Leen Williams 24 Ottobre 2018 at 13:33

    Mi hai incuriosita un sacco! Lo inserisco nella TBR di novembre.

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