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    Lo sguardo lento delle cose mute – Patrick Rothfuss

    Buongiorno Readers! Eccomi tornata con una nuova recensione e vi parlo di un libro che ho amato davvero molto, ovvero LO SGUARDO LENTO DELLE COSE MUTE, una storia molto particolare di Patrick Rothfuss che si pone come spin-off della serie Le cronache dell’assassino del re, ma che proprio per il suo carattere fuori dalle righe è un libro che si può leggere anche come stand-alone. Ammetto che non è un libro facile, e l’autore stesso lo afferma sia nel prologo che nella nota a fine libro, ma a favore dell’edizione di cui vi parlo ci sono le splendide illustrazioni che mi hanno accompagnata nella lettura dando leggerezza a questo racconto fuori dal comune. Curiosi di saperne di più? 😉

    Prima di raccontarvi di più, vorrei ringraziare Mara di Romance e altri rimedi per aver organizzato tutto magnificamente e la casa editrice per la copia omaggio da leggere in anteprima. Questa edizione è davvero splendida e se amate l’autore, vi consiglio assolutamente di procurarvela, tuttavia devo dire che non ho apprezzato troppo la scelta della cover, dove invece una meravigliosa illustrazione sarebbe calzata a pennello! Ma non si giudica mai un libro dalla sua copertina, dunque ecco la scheda libro seguita dal mio pensiero su questa lettura! 

    TITOLO Lo sguardo lento delle cose mute
    AUTORE Patrick Rothfuss
    EDITORE Mondadori
    DATA DI USCITA 9 Novembre 2019
    PAGINE 144
    CARTACEO 19.00 €  |  E-BOOK 9.99 €
    (CLICCA SULLA COPERTINA PER ACQUISTARLO)

    Patrick Rothfuss è nato nel Wisconsin nel 1973. Ha studiato ingegneria chimica all’università di Stevens Point (Wisconsin) frequentando innumerevoli corsi e laureandosi, alla fine, in letteratura. Rothfuss è stato insignito, negli anni, del Quill Award, del David Gemmell Legend Award, del German Fantasy Prize e del prestigioso Premio Locus al miglior romanzo di Fantasy. I primi due romanzi delle Cronache dell’assassino del re sono pubblicati da Mondadori.

    Sotto l’Università c’è un posto oscuro, che solo poche persone conoscono; una rete spezzata di antichi passaggi e stanze abbandonate. Lì vive una giovane donna, nascosta tra i tunnel tentacolari, al centro di questo luogo dimenticato. Il suo nome è Auri, ed è piena di misteri. “Lo sguardo lento delle cose mute” è un breve e agrodolce scorcio sulla vita di Auri, una storia che, giocosa e inquietante al tempo stesso, offre al lettore la possibilità di guardare il mondo attraverso gli occhi della sua protagonista e di imparare cose che solo Auri conosce. In questo libro ricco di segreti e di misteri, Patrick Rothfuss ci conduce nel mondo di uno dei personaggi più enigmatici de “Le cronache dell’assassino del re” e si collega alle vicende narrate nel secondo volume delle Cronache.

    IL MIO PENSIERO

    Per ricordarmi il titolo di questo libro (Lo sguardo lento delle cose mute) ho dovuto arrivare esattamente dove l’autore “pronunciava” queste parole, ovvero praticamente a tre quarti della lettura e la stessa quantità di tempo ce l’ho messa a comprendere cosa esattamente Rothfuss aveva in mente con questo racconto. Non conoscevo questo autore, non avevo mai letto nulla di suo, ma sicuramente posso dire che mi ha colpita molto con questa lettura. Leggere LO SGUARDO LENTO DELLE COSE MUTE è stato un po’ come affrontare un rompicapo, un mistero senza capo né coda che a tratti spazientisce, ma che al contempo conquista proprio per ciò che non viene svelato in modo cristallino.

    Nel prologo l’autore ci mette in guardia sul fatto che questo non è certo il libro giusto da cui iniziare a leggere la serie, tuttavia io non ho ascoltato le sue parole e dopo aver tenuto conto di questo avvertimento, ho preso e ho deciso di proseguire la lettura. I primi capitoli sono stati un vero tormento: non capivo quasi nulla, se non che questa solitaria ragazza (unico personaggio della storia) si stava dando un gran da fare per accogliere qualcuno che sarebbe arrivato di lì a pochi giorni, un Lui, nulla di più. Dopodiché ho iniziato ad arrovellarmi sull’ambientazione, una sorta di puzzle inspiegabile, cosa che mi ha fatta diventare matta dalla curiosità di sapere con certezza dove l’autore volesse arrivare.

    Ma la penna di Patrick Rothfuss mi ha meravigliosamente conquistata, perché nonostante tutti questi ostacoli, ho proseguito con una “fame” insaziabile la lettura. Rothuss è stato un vero mago nel costruire questo racconto apparentemente senza capo né coda, con uno stile meravigliosamente coinvolgente e scorrevole, quasi poetico per certe descrizioni e sicuramente evocativo, affiancando a tutto questo una narrazione e struttura del romanzo a dir poco fuori dagli schemi.

    Auri sapeva come andavano le cose a volte. Certi giorni semplicemente ti calavano addosso come pietre. Altri erano volubili come gatti, sgusciavano via quando avevi bisogno di conforto, per tornare più tardi quando non li volevi, a darti spintoni, a rubarti il fiato.

    Tra tutti gli aspetti più particolari, ce n’è in realtà uno che spicca in assoluto, ovvero questo libro ha un unico personaggio, Auri, che seguiamo in lungo e in largo per il Sottovia, seguendo non solo i suoi passi e i suoi gesti, ma soprattutto i ragionamenti consequenziali che dovrebbero spiegare ogni sua mossa. 

    Ho amato come attraverso questi suoi ragionamenti, l’autore ci fa essere parte dei misteri di quel mondo fantasioso in cui gli oggetti hanno un proprio volere, e un proprio valore (scusate il gioco di parole). Ogni oggetto ha un suo posto, tutto ciò che accade deve andare esattamente in un certo modo, e il compito di Auri sembra essere quello di mantenere quest’ordine. Proseguendo la lettura però tutto finisce per andare a rotoli, quella linea di equilibrio muta in continuazione e la trama si delinea attraverso l’umore di Auri, in un crescendo di emozioni e nuove consapevolezze.

    L’epilogo ci lascia intuire chiaramente le motivazioni dell’autore, e la curiosità del lettore trova finalmente delle spiegazioni, seppur velate, di ciò che è successo nel corso del libro. 

    Un libro quindi ricco di scelte narrative particolari, bello perché mai prevedibile, totalmente unico e originale, capace di rendere un personaggio senza mai dargli una voce “parlata”. Una storia in grado di suscitare curiosità fino all’ultima riga e intrattenere il lettore con un pizzico di mistero.

    Una lettura che consiglio ai più audaci lettori e a quelli in cerca di una storia unica in ogni genere, capace di conquistare il cuore e arrovellare la mente alla ricerca di una verità irraggiungibile. 

    A volte una storia funziona proprio perché è diversa. Forse anche questa era quel genere di storia…

    Ed ora vi saluto, mi tuffo nella lettura de Il Priorato dell’Albero delle Arance, ma   sono davvero curiosa di sapere se avete avuto occasione di leggere Rothfuss e se la sua penna vi ha conquistato come ha fatto con me  …attendo con curiosità i vostri feedback e vi auguro una splendida giornata! 😉

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