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  • Concorso IN MILLE PAROLE

    L’ultimo San Valentino, di Mariele Rosina – Vincitore Febbraio 2020

    Buongiorno lettori! Presentiamo oggi il racconto vincitore dell’edizione di Febbraio del Concorso In Mille Parole indetto dal blog Vuoi Conoscere un Casino? di Alex, concorso letterario in cui io, Alex e Simona de Il Mondo di Simis ricopriamo il ruolo di giudici e anche questo mese siamo state sommerse da racconti stupendi!
    L’argomento scelto per questa quarta edizione è SAN VALENTINO, un tema che adoro perchè come sapete sono un’inguaribile romantica e le storie che i nostri autori hanno creato per questa edizione del concorso mi hanno fatto sciogliere! Ma solo un autore è arrivato al primo posto, o meglio, un’autrice…

    L’autrice vincitrice di questa edizione è MARIELE ROSINA che con il suo racconto a tema San Valentino “L’ULTIMO SAN VALENTINO” è riuscita a farmi versare qualche lacrimuccia, è stato molto emozionante e soprattutto ben scritto, ma lascio giudicare voi…

    Di seguito potete leggere il suo racconto, buona lettura!

    L'ULTIMO SAN VALENTINO, di Mariele Rosina

    Arrivò a destinazione al tramonto, quando il freddo cominciava a farsi pungente e il cielo di una tersa giornata di febbraio tingeva di arancio le nubi che cominciavano ad addensarsi.
    Dieci chilometri, scansando e scavalcando i cumuli di neve che si erano ammucchiati al bordo della strada. I piedi erano diventati di legno. Provò a riscaldare le mani col fiato. Invano: la nuvoletta di vapore che usciva dalla bocca era senza calore. Sfilò dalla tasca interna del cappotto il mazzolino di margherite. Le aveva protette col suo corpo: erano un po’ appassite, ma ancora presentabili. Chissà se avevano percepito i battiti del cuore che, pur malridotto, aveva retto alla fatica del lungo cammino?
    Era arrivato, ma lì nessuno aveva spazzato i vialetti del giardino. Non c’era anima viva: solo il silenzio della neve.

    ***

    Lei è là, immobile ad aspettarlo. Lui le siede accanto col fiato grosso e gli occhi umidi di freddo e di lacrime. Accarezza la sua faccia gelida e le mostra i fiori.
    «Le margherite, le mie preferite, grazie!»
    «Hanno il tuo nome e oggi è san Valentino; non potevo mancare!»
    «Ma tutta quella strada… con la neve. Col rischio di buscarti un accidente!»
    «Sei sempre la solita apprensiva. Non sei contenta che sia qui?»
    «Hai ragione. Dopo tanto tempo senza vederti! Ti penso sempre, sai. Anche i figli e i nipoti vengono a trovarmi, ma non è la stessa cosa».
    Un bacio le sfiora la guancia di vetro. Lei risponde dopo una lunga pausa: «Rammenti il nostro primo San Valentino?»
    «Come potrei dimenticarlo! Anche se gli altri dicono che la mia memoria vacilla e che mi comporto in modo strano, ci sono ricordi che si attaccano alla mente come koala. Fanno parte di noi: resistono al tempo e al dolore e sono loro a sostenerci nei momenti difficili. Rammento che quello fu il giorno in cui trovai il coraggio di manifestarti i miei sentimenti. Fu una dichiarazione acerba e sincera».
    L’uomo serra le labbra in una smorfia e si porta una mano al petto. Ha già provato altre volte quel dolore sordo e spera che in pochi minuti scompaia spontaneamente. Ma ora si prolunga, sale fino al collo a stringere la gola in una morsa.
    Si guarda intorno smarrito, senza capire dove si trova né come è giunto lì. Nebbia sugli occhi e nel cervello. Anche il volto di lei appare sfocato, ma non il sorriso. È un raggio di luce che attenua lo spasimo e gli fa riprendere la parola.
    «Eravamo bambini e facevamo la stessa strada per andare a scuola. Tu mi piacevi un sacco, ma sembravi non accorgerti di me, circondata com’eri da amici più intraprendenti, mentre io ero così timido».
    «Anche tu mi piacevi e non sapevo trovare il modo di fartelo capire. In fondo ero timida anch’io. Poi, in occasione di quel “San Valentino”, grazie all’influenza stagionale che aveva messo a letto tutti gli altri, abbiamo fatto la strada da soli».
    «Anche per me è stata un’occasione fortunata. Prima di uscire di casa avevo strappato dal terrazzo (in malo modo) alcune margherite, sperando di trovare l’opportunità di offrirtele. Non ti dico le urla di mia madre al mio ritorno! Pensò a un dispetto per una delle tante punizioni che mi impartiva. Non potevo spiegarle che erano per te».
    «Da allora siamo cresciuti insieme, amandoci anche prima di sapere cosa fosse l’amore!»
    «Già, l’amore. L’abbiamo sfogliato petalo per petalo, come una margherita! Il matrimonio, senza finire gli studi…»
    «Che io ho interrotto perché era in arrivo Federico. E poi sono venuti gli altri figli.»
    «Io sono arrivato alla laurea grazie al tuo sostegno»
    «E al prezzo di notti insonni e di sacrifici. Duro lavoro e dignitosa povertà, ma forse sono stati gli anni più felici. Poi, poi raggiunto il benessere economico, non so come, ci siamo allontanati…»
    «Ma tu sai che ti ho sempre amata».
    «Si dice così, quando si tradisce?»
    «Quello è stato l’errore più grave. Ne avrò sempre il rimorso. Perdonami».
    «Perdonarti? Certo, l’ho fatto tante volte e lo faccio ancora, perché il nostro amore è più grande di noi».
    «Ma adesso sono qui e vorrei che tutti i giorni fossero san Valentino».
    «Vederti mi ridà la vita, caro. Ma sono in ansia per te: è già buio e devi tornare…»
    «No, questa notte resto qua. Ti ho ritrovata e non voglio perderti più».
    «Avrai freddo»
    «Mi riscalderà il tuo amore».
    E ancora quel dolore, più violento del solito, a squassargli il petto. Poi il buio più buio. Senza stelle.

    ***

    Il mattino dopo il custode del camposanto trovò il cadavere di un vecchio, con evidenti segni di congelamento, sulla tomba di una donna. Una mano era protesa alla foto di lei e nell’altra stringeva un mazzolino di margherite.
    Gli agenti di polizia accorsero sul luogo insieme al medico del gerontocomio che il giorno prima aveva denunciato la scomparsa di un degente.
    «Sì. È lui, confermò il dottore. Era un cardiopatico affetto da allucinazioni e da altre turbe psichiche. Dopo la morte della moglie, i figli lo fecero ricoverare per una grave depressione da cui non si è mai ripreso. Un vero misantropo: non ha socializzato neppure col compagno di camera. Faceva discorsi deliranti, ma era tranquillo, mai violento. Passava le giornate alla finestra, con lo sguardo perso all’orizzonte. Ha eluso abilmente la sorveglianza degli infermieri per allontanarsi».
    E il poliziotto, scuotendo il capo: «Lo si è cercato ovunque, ma chi poteva immaginare che, in quelle condizioni, si sarebbe rifugiato in un cimitero distante una decina di chilometri?»

    Se vi è piaciuto, potete continuare a conoscere questa autrice attraverso il suo libro LO STRANO CASO DI MATILDE CAMPI, e alle sue poesie raccolte nel volume intitolato CHI?. Vi ricordo inoltre che potrete riascoltare l’intervista all’autrice su Vuoi Conoscere un Casino on air.

    TITOLO Lo strano caso di Matilde Campi
    AUTORE Mariele Rosina
    EDITORE lulu.com
    PUBBLICAZIONE 6 Novembre 2018
    PAGINE 179
    CARTACEO 15.60 €  |  E-BOOK 3.99 €  
    (CLICCA SULLA COPERTINA PER ACQUISTARLO)

    Mariele Rosina (Milano), medico e scrittrice, vive a Milano. Laureata in Medicina e Chirurgia ha svolto la sua attività in Università, ricoprendo il ruolo di Professore Associato di Patologia Clinica. Dopo il pensionamento si è dedicata alla letteratura e alla poesia classificandosi tra i finalisti ai premi: “Iniziative Letterarie” dell’Unione Nazionale Scrittori, Milano 2006 e 2007 e Filippo de Pisis, Brugherio 2007. Alcune sue poesie sono state recentemente pubblicate nell’antologia edita da Kairos “L’evoluzione delle forme poetiche” a cura di Antonio Spagnuolo e di Ninnj di Stefano Busà. Ha pubblicato: Il burattinaio (2014, narrativa), Lo strano caso di Matilde Campi (2016, narrativa).

    Per Matilde Campi il tempo si è fermato a quarant’anni, conservandola bella e giovane per più di un secolo, grazie a una mutazione embrionale.
    Ben presto, però, quello che potrebbe sembrare un dono si rivela una maledizione che costringe la donna a nascondersi, dopo aver visto morire tutti quelli che ha amato. È diventata un fantasma che vive all’ombra degli altri la vita degli altri. Ma che cosa ci può essere di peggio che esistere senza esistere? Matilde è decisa a uscire da tale condizione, a qualunque costo, ma anche la morte sembra rifiutarla, perché il suo tentato suicidio fallisce. Da questo momento il dramma suo e degli unici famigliari che le sono rimasti diventa quello di altri che, affascinati dal mistero della donna, ne vengono, loro malgrado, travolti.
    Un incontro occasionale fa sbocciare una storia d’amore rimasta sospesa per molti anni che, a sua volta, ne fa scaturire un’altra, quasi all’insaputa degli stessi protagonisti perché l’amore è una forza che ha il potere di snidare e guarire i conflitti, conferendo a ognuno la capacità di essere se stesso.
    E tutto ruota intorno alla mutazione, che è il perno del romanzo, e alle implicazioni che ne derivano. La vicenda è un intreccio di vite, di sentimenti e di colpi di scena, dove l’inizio si ricongiunge alla fine in un cerchio ideologico in cui ogni punto rappresenta l’arrivo di quello precedente e la partenza per quello successivo, lasciando il dubbio inquietante che i fatti narrati possano un giorno diventare reali.

    Ed ora vi saluto, ma vi lascio il “podio” di questo concorso, con i link ai racconti arrivati secondo e terzo. Questa volta il terzo gradino è occupato da ben due autrici a parimerito che sono state ugualmente capaci di raccontare l’essenza di questa festa e soprattutto dell’amore. Se volete seguire il concorso che a breve verrà rinnovato ad una quinta edizione, potete farlo sul gruppo facebook VCUC – Concorso letterario In Mille Parole, vi aspettiamo!

    PODIO IN MILLE PAROLE #4 - SAN VALENTINO

    L’ULTIMO SAN VALENTINO, di Mariele Rosina

    LA MISSIONE DI SAN VALENTINO, di Alessandro Ricci

    IL SAN VALENTINO DI ADOLF HITLER, di Adelaide Pellitteri / IL REGALO DI SAN VALENTINO, di Maya

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    4 Commento

  • Rispondi Mariele 12 Febbraio 2020 at 10:02

    Sono incredula e felicissima! Grazie a tutti!

    • Rispondi Franci - Libri Libretti Libracci 12 Febbraio 2020 at 10:20

      Hai scritto un racconto meraviglioso, sia dal punto di vista emotivo che di stile, la vittoria è più che meritata! 😉

  • Rispondi Mariele 12 Febbraio 2020 at 15:04

    Grazie, Franci, anche per la presentazione

    • Rispondi Franci - Libri Libretti Libracci 13 Febbraio 2020 at 11:05

      Hai scritto un racconto splendido, ti faccio ancora i miei complimenti, non vedo l’ora di leggere il prossimo che scriverai! 😉

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