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  • Graphic Novel / Recensione

    Grass Kings, di Matt Kindt e Tyler Jenkins

    Buongiorno! Arriva oggi in libreria in un unico volume cartonato la trilogia GRASS KINGS. I RE DELLA PRATERIA, una meravigliosa graphic novel di Matt Kindt e Tyler Jenkins che si distingue per alcuni tratti peculiari e unici nel genere, un ritorno vivido e cruento ad un America primordiale, alla ricerca della libertà, non senza danni collaterali. Vi ho incuriositi un pochino? Vi lascio qualche informazione sul libro e poi la mia recensione…

    TITOLO Grass Kings. I re della prateria
    AUTORE Matt Kindt, Tyler Jenkins
    EDITORE Mondadori, Oscar Ink
    DATA DI USCITA 18 Febbraio 2020
    PAGINE 448
    CARTACEO 30.00 €  |  E-BOOK 14.99 €
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    l Regno della Prateria è una strana, inquietante enclave della profonda provincia rurale americana: all’apparenza si tratta semplicemente di uno squallido campo caravan sulla riva di un lago nei pressi di Cargill City. Qualcuno dice che ci abiti un serial killer. Ma in realtà è una sorta di terra promessa per ogni specie di disperati e derelitti. E soprattutto è il regno dei tre Grass Kings, i re della Prateria, tre fratelli in lotta da tempo con le istituzioni locali e soprattutto con lo sceriffo di Cargill, Humbert. Il più anziano è Bruce: ex sceriffo della città di Raven, passa le giornate a pattugliare il Regno, ne è diventato la polizia non ufficiale. Robert, suo fratello minore, è il vero sovrano, ma è anche il più solo e infelice: qualche anno prima la figlia Rose è scomparsa nei pressi del lago, e di lì a poco anche della moglie si è persa ogni traccia. Infine c’è Ashur, il fratello più giovane, appena un ragazzo. E poi c’è Maria: è emersa un giorno dal lago, davanti alla porta di Robert, in cerca di rifugio. Lui l’ha accolta, l’ha accudita fino a che Maria non ha recuperato le forze, nell’illusione che quella giovane donna misteriosa possa essere la figlia perduta. Ma forse la sua decisione porterà alla rovina quel misero regno…

    RECENSIONE

    GRASS KINGS non è certo una lettura per tutti, questo va detto chiaro fin da subito. Quando ho parlato di storia cruenta, non intendevo semplicemente crudele, ma esattamente violenta, vendicativa, senza pietà, una storia che attraversa i secoli e che con il sangue ha inciso le radici della storia. Quello che Matt Kindt ci racconta attraverso il tratto impuro e disordinato di Tyler Jenkins è la storia di un terreno in riva al lago, in una zona poco definita nel Sud degli Stati Uniti, un luogo intriso di sangue la cui aurea non risparmia nessuno.

    Hanno fondato un regno sulla morte che sta per essere inondato di sangue!

    Ad ogni inizio capitolo vediamo un piccolo stralcio di questa storia fatta di conquiste e prevaricazioni, secolo dopo secolo, fino ad arrivare al Regno della Prateria, una comunità ristretta di persone che sono fuggite dalla civiltà che conosciamo per riunirsi sotto il vessillo della libertà, e della proprietà privata.

    Nella trama si intrecciano diversi fili, tutti collegati tra loro, tra presente e passato. Abbiamo la tragica storia di Robert, il “Re dell’Erba”, che dopo aver perso la sua unica figlia ha visto sgretolarsi la sua famiglia, fino a diventare un fantasma di sé stesso. Al suo fianco c’è il fratello più piccolo, Bruce, segnato da un caso che ha messo fine alla sua carriera di detective. Infine c’è la rivalità con la città di Cargill, in particolare con lo sceriffo, nemesi di Robert e di Bruce, un uomo corrotto, consumato, segnato da un passato poco chiaro e da un padre spietato.

    Tre situazioni che finiscono inevitabilmente per intrecciarsi, creando la base per questa storia. Un racconto che parla quindi di violenza, fratellanza, vendetta e follia omicida, un mix perfetto coronato da un mistero che si rivelerà il cuore pulsante dell’intera narrazione. Potremmo definire questo libro un trhiller, perchè ciò che più di tutto segna queste pagine è un senso di suspense inarrestabile, amalgamato ad una certa angoscia che aleggia sulle verità celate, mentre i tre fratelli Robert, Bruce ed Ashur cercano di sbrogliare i fatti, trovare finalmente un senso a quel passato burrascoso e a quel presente dove ogni speranza è ormai spenta.

    Ad accompagnare questa storia difficile da digerire c’è lo stile di Tyler Jenkins, gli inchiostri tremolanti, i colori sbiaditi, come se nulla dovesse essere veramente comprensibile o cristallino. Un tratto che ho trovato meraviglioso associato alla narrazione, uno stile grafico che rispecchia la storia e l’arricchisce, sottolineandone i caratteri principali

    Gli stessi personaggi sembrano inizialmente degli stereotipi chiari e definiti, ma si rivelano nel corso della lettura quasi delle ombre, inafferrabili, oscure, fumose. Una scelta che influisce sulla trama, ma soprattutto che lascia molto in sospeso, e tanta fame di leggerne ancora e ancora, fino ad arrivare senza nemmeno accorgersene all’epilogo.

    Una graphic novel che ho amato, da cui mi sono lasciata conquistare, coinvolgere e corrompere, una storia intensa capace di affamare il lettore, trasportandolo in un mare d’erba, alla ricerca della libertà, ma soprattutto della verità. 

    E adesso vi saluto, non voglio dirvi altro perchè è un libro che va apprezzato, assimilato, letto con trasporto, perchè solo così potrete apprezzare davvero i Grass Kings e il Regno della Prateria, ciò che questi possono offrire a dei forestieri come noi.

    franci
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