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  • Recensione / Recuperoni

    Il giardino segreto, di Frances Hodgson Burnett

    Buongiorno! Oggi vi racconto di un classico per ragazzi che ho letto solo nelle scorse settimane alla veneranda età di 26 anni e che tuttavia ho apprezzato moltissimo. Il titolo è IL GIARDINO SEGRETO, di Frances Hodgson Burnett, e ho avuto il piacere di leggerlo con il gruppo di lettura dei Recuperoni. Una storia inizialmente drammatica che pian piano si trasforma in un racconto di speranza, seconde occasioni e possibilità. Ecco qualche informazione su libro e autrice, seguita dalla mia recensione! 

    TITOLO Il giardino segreto
    AUTORE Frances Hodgson Burnett
    EDITORE Gribaudo
    PRIMA PUBBLICAZIONE 1909
    PAGINE 282
    CARTACEO 8.90 €  |  E-BOOK 1.99 €
    (CLICCA SULLA COPERTINA PER ACQUISTARLO)

    Nata in Inghilterra nel 1849, rimane orfana di padre nel 1865. La famiglia, trovandosi in gravi condizioni economiche, emigra negli Stati Uniti, dove è in atto la guerra di secessione. Frances inizia a scrivere e pubblica le sue prime opere a diciotto anni. Nel 1873 si sposa con il dottor Burnett e nel 1885 pubblica a puntate il suo primo capolavoro, Il piccolo Lord, che diviene un successo internazionale. Nel 1898 divorzia dal marito e si risposa, ma anche il secondo matrimonio fallisce nel 1902. Nel 1905 dà alle stampe il suo secondo capolavoro, La piccola principessa, a cui segue nel 1909 Il giardino segreto. Nonostante sia oggetto di critiche per la sua vita, raggiunge una fama mondiale e nel 1914 viene realizzata la prima trasposizione cinematografica de Il piccolo Lord. Frances Hodgson Burnett muore nel 1924 all’età di 74 anni.

    Rimasta orfana a dieci anni, Mary Lennox viene affidata alle cure dello zio Archibald Craven, un vedovo che abita in una lussuosa residenza inglese. Le giornate trascorrono lente e noiose per Mary, costretta a stare in compagnia della severa governante mentre lo zio è in viaggio. L’unica persona che la tratta con affetto è Martha, la giovane cameriera, che le fa scoprire le bellezze della campagna. Mary viene, così, a sapere che la defunta signora Craven amava coltivare un giardino, rimasto chiuso a chiave da molto tempo e dimenticato da tutti. Mary un giorno trova casualmente la chiave per accedere al misterioso giardino e, con l’aiuto del fratello di Martha e di un vecchio giardiniere, riporta alla vita quel luogo magico e suggestivo. I due ragazzi iniziano a coltivare una solida amicizia, che li porterà a fare nuove scoperte e anche a risolvere un mistero…

    RECENSIONE

    IL GIARDINO SEGRETO è una storia che mi ha sempre incuriosita, sebbene non abbia mai sentito il bisogno di leggerla. Non avevo nemmeno mai visto il film, l’ho visto per la prima volta ieri sera e devo ammettere che la versione del 1993 è molto fedele al romanzo ed anche molto coinvolgente. Tornando al libro però ho sempre avuto un certo scetticismo, senza una valida ragione per altro, ma per fortuna c’è il gruppo di lettura dei Recuperoni e con loro ho recuperato finalmente questa lettura.

    L’inizio è stato spiazzante, molto tetro, chiaramente deprimente e non certo una bella favola, anzi. Proseguendo però la bolla di oscurità e solitudine in cui l’autrice aveva messo la piccola Mary Lennox si è ben presto dissolta, lasciando alla protagonista lo spazio per conoscersi e conoscere il mondo che la circondava. Un processo che ha caratterizzato l’intera storia e che è andato a ripetersi con il fragile Colin, il cugino di Mary.

    Quando pensieri belli e nuovi cominciarono a scacciare via gli antichi pensieri negativi, la vita soffiò in lui, il sangue riprese a scorrergli sano nelle vene, le energie gli tornarono.

    I due bambini, nati ricchi e viziati, hanno subito nel corso della lettura un grande cambiamento, un evoluzione che ha dato spessore al romanzo narrato come una fiaba e in modo ingenuo, ma rafforzato dalla morale insita in ogni pagina. Il percorso dei due ragazzini è andato di pari passo alla fioritura del giardino, ed è attraverso questo binomio che ho apprezzato davvero il romanzo.

    La natura come inno alla vita, la primavera come speranza, ogni fiore raccontato con dolcezza, ogni profumo, brezza, spina, narrato quasi in modo poetico attraverso descrizioni e meravigliose scoperte da parte dei protagonisti. Un risveglio che i giovani protagonisti scambiano per magia, ed è proprio con questo sguardo che dovremmo tutti osservare il mondo, con un crescendo di gioia, stupore, curiosità.

    In mezzo all’erba, sotto gli alberi, nei vasi grigi delle nicchie, si scorgevano pennellate bianche, d’oro, di porpora; sopra la sua testa gli alberi erano rosa e bianchi, e ovunque si udivano battiti d’ali, suoni flautati, ronzii, dolci profumi.

    La storia de Il Giardino Segreto non è certo delle più complesse, la trama è molto semplice e lo stile di tanto in tanto ci ricorda che è un libro scritto per un pubblico giovane, ma grandi o piccoli che siate il coinvolgimento emotivo che questo racconto è capace di suscitare vi legherà a doppio filo alla storia dei protagonisti, ai loro progressi e alla loro amicizia.

    A tal proposito non posso non citare Dickon, il povero ma ricco ragazzo che con la sua saggezza, il suo amore per la natura e la connessione empatica con gli animali saprà sciogliere i freddi cuori dei due giovani rampolli. Un’amicizia che a fine libro sarete certi non potrà mai dissolversi e che vi assicurerà un’infinita marea di sorrisi.

    Ultimo punto che vorrei evidenziare è la capacità dell’autrice di rappresentare la tenuta di Misselthwaite Manor: oscura, misteriosa, lugubre e tetra esattamente come il cuore del proprietario, Archibald Craven. Un uomo distrutto dall’amore, da una vita spezzata, logorato dalla sofferenza, un personaggio che ha riversato su qualsiasi cosa lo circondasse tutto il suo dolore, su chiunque lo circondasse, diventando quasi un fantasma, una presenza fragile e instabile che ha risucchiato nella sua oscurità ogni briciolo di gioia che tentasse di far breccia nella tenuta.

    Un’autrice dunque di grandi capacità che ha saputo sfruttarle regalandoci questa meravigliosa storia che coi suoi ormai cent’anni suonati è ancora in grado di affascinare, ammaliare, coinvolgere e, devo ammetterlo, far versare qualche lacrimuccia ai lettori più emotivi, davvero un libro splendido.

    Un libro che sono felice di aver recuperato perchè è forse una delle storie più belle che abbia mai letto, un grande racconto a dir poco sorprendente nella sua semplicità, una lettura pensata per i più piccoli che ha però tantissimo valore anche per i più grandi, uno di quei libri da leggere e rileggere nel corso della vita.

    Un libro che mi ha conquistata e che è sicuramente entrato a far parte dei miei classici preferiti. Ed ora vi saluto, ma come sempre ho qualche domanda da porvi…

    Voi lo avete mai letto? Che ne pensate dell’autrice e delle sue storie?

    Sarei curiosa adesso di leggere anche Il piccolo Lord, altro libro dell’autrice estremamente famoso e ben criticato.

    franci
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