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  • Creativity Blogger Week / Racconti

    Il mondo dei sogni

    Buongiorno! Per rallegrare questo lunedì grigio e tempestoso torna sul blog l’appuntamento con la CREATIVITY BLOGGER WEEK che ha inizio proprio oggi e in cui parliamo questa volta di sogni…

    Creativity Blogger Week è un’iniziativa nata da Deborah di Leggendo Romance che riunisce una serie di blogger per celebrare in ogni modo la nostra creatività. Uno sfogo quindi per ribellarsi ai soliti schemi, uscire dai nostri confini, esplorare argomenti e argomentazioni fuori dalle nostre abitudini ed essere quindi il più creativi possibile.

    Ogni mese naturalmente viene nominato un tema che sarà il filo conduttore dei nostri post che possono avere come riferimento sì libri, ma anche tutt’altro. Il topic di Marzo è IL MONDO DEI SOGNI, e considerato che tutte le storie che scrivo per me stessa hanno ispirazione da uno dei miei sogni più vividi voglio proporvi per la prima volta uno dei racconti che ho scritto, una storia che racchiude a sua volta un sogno d’amore…

    (Ah, vi avviso che ogni riferimento alla Storia o alla realtà non è verificato, ma inserito solo ai fini del racconto)

    UN SASSO FUORI POSTO

    Il regno era come una trapunta, cucita insieme da accordi di pace e alleanze, sarebbe bastato un sasso fuori posto per smontare la trama che lo teneva insieme, e così fu.
    A Lorient, durante la festa del raccolto, un sasso colpì uno dei vasi di un mercante protestante, proveniente dal paese confinante. Questo, convinto fosse stato un’atto di provocazione di un cattolico del posto, andò verso il centro della piazza con il sasso in mano. «Chi ha scagliato questo maledetto sasso?» Si guardò intorno, in cerca di un volto colpevole, ma non ne vide. «Ma certo, voi cattolici siete come ratti, scappate via appena venite beccati! Tzè.» si voltò, lanciando il sasso alle spalle, convinto fosse finita lì. Ma una voce giunse forte e chiara.
    «Noi cattolici? Sono stati i protestanti ad assaltare la carrozza del vescovo la settimana scorsa!» Un uomo basso e tarchiato si abbassò a prendere il sasso, lo soppesò tra le mani e poi con uno schiocco, prese la mira. Un secondo vaso andò in frantumi.
    Il caos scoppiò all’improvviso, come se tutta l’energia e la tensione rimaste immobili fino a quel momento fossero esplose nello stesso istante. Vicini contro vicini, amici contro amici, fratelli contro fratelli. Gli insulti sostituirono la musica, lo scontro trasformò la festa in una battaglia e in men che non si dica si passò alla violenza, trattenuta troppo a lungo.

    Da un vicolo adiacente, due giovani ragazzi osservarono la scena, con occhi grandi come fanali e un peso sullo stomaco quasi insopportabile. «Qui rischiamo dei guai. Vieni con me, Louise.» Il giovane alto e magro prese la mano della compagna e partì alla stregua di una meta indefinita, seguito a ruota da una chiazza di capelli rossi. Conoscevano a menadito la città e in meno di cinque minuti erano già fuori dal centro, con alle spalle il caotico rumore degli adulti e di fronte il silenzio della vasta campagna, vuota quel giorno per via della festa.
    «Pierre, ti prego, andiamo via! Partiamo e andiamo in un posto dove possiamo essere innamorati, dove possiamo essere noi stessi, senza i giudizi delle famiglie e degli amici che ci separano.» Due grandi occhi verdi, dalle lunghe ciglia, accompagnarono la preghiera della ragazza.
    «Louise, lo sai che è ciò che più desidero al mondo, stare con te senza dover dare spiegazioni ai miei genitori, o al mio dio, ma come faremo noi due soli? Ci hai pensato?» Il ragazzo prese le mani della sua amata, quanto avrebbe voluto assecondare i suoi desideri!
    «Non importa, non capisci? Ogni giorno per noi è sofferenza, ma se siamo insieme…se siamo insieme non importeranno i sacrifici! I nostri nonni non avevano niente quando sono arrivati in questa terra, eppure ora hanno campi da coltivare e cibo e una famiglia…costruiamo la nostra famiglia altrove, in un posto felice!» Il sorriso si allargò, lo sguardo di preghiera divenne una luce di speranza e Pierre seppe che non avrebbe potuto dire di no all’unica cosa bella che aveva portato il sole nelle sue giornate.
    «Va bene, ma cosa vuoi fare? E poi…non ne abbiamo mai parlato, come faremo a sposarci? Io sono protestante e tu cattolica, non esiste un rito per un unione simile!»
    «Ci penseremo quando sarà il momento, adesso dobbiamo cogliere l’attimo. Partiremo al tramonto, d’accordo? Io corro a casa a prendere dei vestiti e del cibo, e i miei risparmi, non sono molti ma meglio che nulla. Tu fai lo stesso e ci ritroviamo qui fra un’ora.» Louise fissò lo sguardo negli occhi di Pierre e temette di vederlo vacillare e dirle che il loro amore non sarebbe stato abbastanza, che il suo dio non avrebbe permesso nulla di tutto ciò e che non esisteva un luogo dove poter realizzare le immagini che da mesi affollavano le loro menti, obiettivi più simili a sogni che sarebbero potuti invece essere presto realtà. Ma il giovane ricambiò la sua decisione, la strinse in un abbraccio più lungo del normale e le sussurrò all’orecchio un mesto “ti amo”, prima di staccarsi e correre verso casa. «Tra un’ora, mi raccomando!»

    Il sole stava già scomparendo quando Louise raggiunse Pierre dove si erano lasciati un’ora prima. Ora avevano ognuno una borsa colma della loro vita passata, tra vestiti e ricordi della famiglia, ma leggeri abbastanza da poter viaggiare svelti. Non avevano pensato ad un luogo dove andare e poter essere felici, non almeno una meta reale e raggiungibile con pochi denari, ma si avviarono subito verso il porto, in cerca della prima nave in partenza. Avrebbero lavorato come sguatteri pur di pagarsi il viaggio per intero e avrebbero girovagato fino a trovare il posto giusto.
    Trovarono un uomo disposto a portarli in Spagna, insieme al suo carico di merce, se avessero dato una mano e così fecero. La Spagna era un paese cattolico e tradizionalista, ma dai suoi porti partivano navi per ogni luogo della Terra conosciuta e forse da lì avrebbero potuto raggiungere la loro meta, qualsiasi essa fosse.
    All’alba del giorno dopo la festa del raccolto, Pierre e Louise ammiravano la loro Francia sparire all’orizzonte, mentre una luce scintillava nei loro occhi, riflettendo quasi la potenza dei loro sogni.

    Michel era chiuso nella stalla dal giorno prima, la fionda tra le mani tremanti e uno sguardo terrorizzato negli occhi. Quando aveva cercato un bersaglio nella piazza affollata, non aveva pensato di centrarlo al primo tiro con il suo nuovo giocattolo. Il vaso era esploso in un secondo, schizzando tutto intorno i cocci colorati. Quando l’uomo che lo vendeva aveva cercato un volto tra la folla, il ragazzino aveva davvero temuto di essere scoperto, ma nel caos era riuscito a farsi piccolo piccolo per poi sparire verso casa. Non sapeva nemmeno che fine avessero fatto sua madre e il suo fratellino, ma non riusciva a trovare il coraggio di affrontare le conseguenze del volo che era riuscito a far fare a quel sassolino, scelto per la forma tonda quasi perfetta.

    È la prima volta che pubblico sul blog uno dei miei racconti, sinora li avevano letti solo “io” e “me stessa”, quindi per favore siate clementi, ma lasciatemi un feedback critico, così so come migliorare! ^^’
    Nel frattempo vi lascio il calendario dell’evento perchè anche questo mese i post saranno dei più disparati, l’uno più intrigante dell’altro, quindi mi raccomando non perdetevi la nostra Creativity Blogger Week! 😉

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    4 Commento

  • Rispondi Federica (On Rainy Days) 4 Aprile 2020 at 18:13

    Wow Francesca! Questo racconto è davvero carino!
    È scritto bene ed è interessante come, da una cosa innocente come un vaso rotto, si scatenino tre scene diverse, quelle dei mercanti, degli innamorati e infine del ragazzino. Rende davvero bene l’imprevedibilità della vita!
    Brava, brava!

    • Rispondi Franci - Libri Libretti Libracci 5 Aprile 2020 at 11:43

      Ciao Federica, ti ringrazio del feedback, era proprio ciò che volevo trasmettere! 🙂

  • Rispondi KAIT 7 Aprile 2020 at 12:49

    Ciao Francesca, bel racconto davvero, bravissima 😉

    • Rispondi Franci - Libri Libretti Libracci 9 Aprile 2020 at 10:29

      Ciao cara, ti ringrazio! <3

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