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  • Recensione

    Le avventure di Peter Pan, di James Matthew Barrie

    Buongiorno lettori! Oggi vi parlo di un classico per ragazzi dal fascino intramontabile, ovvero PETER PAN, una storia di James Matthew Barrie che uscì dapprima nel 1904 come piece teatrale e poi nel 1911 come romanzo vero e proprio. Un racconto dalla fantasia sfrenata che tuttavia mi ha lasciato un po’ di amarezza e nella recensione più sotto vi racconto il perchè.

    Essendo un classico ne esistono davvero moltissime edizioni, io per comodità ho letto la versione e-book che vi riporto qui di seguito, tuttavia cercando negli store online potete trovare l’edizione che più si addice alla vostra esigenza.

    TITOLO Le avventure di Peter Pan
    AUTORE James Matthew Barrie
    PAGINE 224
    PRIMA PUBBLICAZIONE 1911
    CARTACEO 3.70 €  |  E-BOOK 1.99 € (gratis con Kindle Unlimited)
    (CLICCA SULLA COPERTINA PER AVERE PIÙ DETTAGLI)

    «Nel momento in cui dubiti di poter volare, perdi per sempre la facoltà di farlo». È questa la ragione che spiega il mistero, semplice eppure profondo, del fascino di Peter Pan. La magia dei personaggi e delle atmosfere deriva da un’incrollabile fiducia nella forza dei sogni: con la sua freschezza e vitalità, questo strano ragazzo vola, insieme con i lettori, «dritto fino al mattino». Nel primo racconto, Peter Pan nei giardini di Kensington, Peter è un bambino fuggito dalla culla che vive nel grande parco, tra saggi pennuti, fate e creature di sogno. In Peter e Wendy ha invece già raggiunto la famosa “Isolachenoncè”, e affronta bizzarre avventure in quella terra fantastica, popolata da pirati, sirene, pellerossa e da un feroce coccodrillo divoratore di uomini e sveglie…

    IL MIO PENSIERO SUL LIBRO

    LE AVVENTURE DI PETER PAN è un lupo travestito da agnello. Appare semplicemente come favola per ragazzi, un racconto della buonanotte, ma si tratta di una storia intrisa di malinconia, infelicità e tristezza. 

    Personalmente ho iniziato la lettura con ingenuità e proprio per questo mi sono trovata inizialmente delusa, addirittura annoiata, così ho deciso di informarmi meglio. Ho letto numerosi approfondimenti sulla storia del libro e soprattutto del suo autore e così facendo ho scoperto tutto ciò che dapprima mi stavo perdendo.

    In Peter Pan è chiaro, una volta letta la biografia dell’autore, che Barrie ha gettato nella storia i suoi drammi, i suoi traumi, i suoi desideri più reconditi, costruendo il racconto intorno al tema dell’eterna giovinezza e dell’infanzia perduta una storia malinconica in grado di mascherarsi da fiaba per ragazzi.

    Conoscendo la biografia dell’autore, vediamo facilmente tra le righe il dramma della sua infanzia, di quando J. M. Barrie perse il fratello maggiore a soli 7 anni e ricevette dalla madre un carico di aspettative e responsabilità fuori luogo per un bambino. Lo ritroviamo nella storia di come Peter è diventato il monello senza età, quando fuggì dal futuro che i genitori avevano pensato per lui, fino a quando ce lo ritroviamo nel finale alla finestra di Wendy per l’ennesima volta, perso nei suoi giochi, nel suo mondo senza tempo, nella sua arroganza infantile e nel suo avere orrore del crescere.

    A questo si affianca un forte ruolo nella storia della figura della madre, prima nella Signora Darling e poi in Wendy stessa, per poi delineare nel finale la continua ipocrita ricerca di Peter Pan di colmare quel vuoto. A mettere poi i personaggi che ricoprono il ruolo ancor più al centro della storia è la reverenza con cui la Signora Darling e Wendy sono raccontate dall’autore, voce narrante, che le delinea in maniera precisa, affascinata, ammettendo di essere dalla loro ma evidenziandone anche i difetti che le rendono per l’appunto madri.

    Parlando di ruoli, Peter si rivela quasi un antieroe, un personaggio inizialmente affascinante di cui però conosciamo fin da subito i difetti, l’arroganza, la semplicità di pensiero e solo nel finale ne viene esplicitata la vera paura, quella del crescere, del diventare grandi, un carattere che tuttavia assorbiamo nell’intera lettura, ed è in questo frangente che pian piano riscopriamo la natura sbagliata di Peter Pan, quel suo rimanere sempre uguale, senza curarsi del tempo, dei ricordi, dimenticando le cose e soprattutto le persone che sono stati importanti per lui. Il tempo sull’Isolachenoncè riflette questo punto, ovvero la spensieratezza slegata dalle preoccupazioni ma anche da qualsiasi riferimento al mondo fuori dal personaggio, dalla persona, in questo caso dal bambino che resta tale.

    Un tempo che non esiste, un mutamento inarrivabile che ineffetti rendono Peter Pan una sorta di presenza misteriosa, senza più natali nè fine, dunque una sorta di fantasma, di demone visto il suo atteggiamento da “monello eterno”, e sebbene Barrie identifichi quello stato come quello di un “essere spensierato, innocente e senza cuore”, nel finale possiamo comprendere che in realtà quello stato di eterna giovinezza porta unicamente al primo ed ultimo carattere ovvero “Spensierato e senza cuore” in quanto l’innocenza Peter l’ha persa nel perseguire le sue colpe, i suoi difetti, dalla semplice arroganza al poco peso che dà a chi gli sta intorno, a colpe ben peggiore come l’uccisione dei suoi nemici. Azioni che sicuramente non lo lasciano innocente, sebbene gli è facile dimenticarle.

    Una lettura che si è rivelata più complessa che all’apparenza, ma che mi ha lasciato dell’amaro perché come storia per bambini non è certo una lettura leggera, al contrario potrebbe apparire noiosa a un giovane lettore, ma come storia di introspezione non si rivela chiara finché non si conosce la storia dell’autore stesso ed ecco perché l’ho trovata confusa nei suoi intenti, come se Barrie fosse bloccato in due ruoli senza saper scegliere (e forse è stato veramente così).

    Ed ora vi saluto, dopo questa recensione che non è una recensione ma più un’analisi a modo mio che spero vi possa incuriosire, perché nonostante l’idea confusa del per chi è stato scritto e con quali motivazioni, Peter Pan è una storia da conoscere e da darsi l’occasione di apprezzare o provare a comprendere, per quanto credo nel mio caso ci vorrà una futura rilettura per carpire al meglio il lavoro di J. M. Barrie! Voi lo avete? Se avete avuto occasione di leggerlo da piccoli, sarei curiosa di sapere come vi è sembrato! ^^

    franci
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